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Buoni, cattivi ed eroi mancati.

 


Stiamo assistendo, increduli, allo scenario di un film orribile. Uno di quei film in cui il male, dotato di straordinario acume e potenza, stravince, assestando un colpo terribile ai buoni. I buoni? Chi sono, esattamente?

Non certo quelli che vi si sono travestiti negli ultimi decenni, né le vittime di ieri. Non quelli che odiano e disprezzano, né quelli che vogliono dividere per far trionfare la loro piccola e patetica mediocrità. Non lo sono quelli che ancora adorano il potere, vestito di nero, le facce truci e i cori bovini. Buoni non lo sono più nemmeno gli ignoranti, ché almeno quelli veri di una volta erano umili e mandavano i figli a scuola per imparare a essere migliori. Gli ignoranti di oggi sono diventati paranoici e malati, manipolati che si credono illuminati, immersi in un mondo di farlocche rivelazioni, note solo a loro e tra loro, in un crescente  delirio di costante onnipotenza.

Mai stati buoni i borghesi piccoli piccoli, quelli che si girano dall’altra parte, che non si schierano, che “ha fatto cose buone”, che “la mafia è un fatto culturale”, che, quando conviene, lontani da quel dio inventato che ogni domenica li assolve, mostrano il ghigno cattivo al poveraccio che non può scappare.

Chi sono i buoni, allora? Non certo i ricconi, che senza dignità sputano e poi arraffano ciò che sfamerebbe milioni di persone; men che meno i bimbiminkia, travestiti da disagio e tatuaggi, che, sfondati di coca, scappano e stuprano, insultano e poi diventano influencer di altri bimbiminkia che aspirano a essere come loro. Non lo sono quelli che cercano scorciatoie, gli imbecilli che credono che tutto sia facile da ottenere.

No! I buoni oggi sono quelli che resistono: a non rubare, a non sopraffare, a dare un senso alle parole etica e morale. Buoni sono quelli che ancora seguono gli insegnamenti di quel comunista di Gesù, che ce l’aveva coi mercanti, che ridava speranza a chi l’aveva perduta, che non rubava e divideva quel che aveva con chi nulla possedeva. Quel comunista che mostrava compassione e, con quella, persino la morte sconfiggeva. Oggi quel ragazzo sarebbe nelle case dei più poveri. Sarebbe sui barconi, tra le macerie delle città distrutte, a ricostruire. Sarebbe con quei bambini disperati, a giocare, per contrattare anche solo un sorriso con il troppo orrore.

Ecco! Sarebbe tutto più facile se esistesse un dio qualsiasi. Siamo invece nelle mani degli uomini peggiori, mandati al potere da altri peggiori.

Ci vorrebbe un eroe. Uno di quelli improbabili, ma con una grande fortuna. Ci vorrebbe un Bond o, che so?! Uno di quelli che riempiono le serie, i film e i telefilm che ci hanno propinato per insegnarci a star buoni. Al nostro posto. Ad aspettare che un eroe arrivi a fare ciò che non siamo più abituati a fare.

Pensare bene e poi… agire.

Valerio Perla

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