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Un destino avvelenato

C’è un filo nero maleodorante che unisce tutte le prime pagine dei giornali. Sono gli effetti della vendetta, del rancore, del nulla, che l’estrema destra, oggi al potere, vomita sul mondo. Nulla di nuovo purtroppo, ma colpisce l’effetto domino che tra Europa, America e Russia ha permesso a miliardari (cioè persone senza morale, etica e senza la comprensione dei problemi della vita reale) di arrivare a un livello di potere che non si vedeva dai tempi delle monarchie. A mandarceli è stata, come sempre, una massa rozza, ignorante e rancorosa. Una poltiglia di penultimi che, ben ammaestrati, hanno imparato a odiare gli ultimi. Anelano al premio, perché dalle fogne del pensiero ci s’abitua a credere obbedire… e poi fuggire, ma poi, quando li fanno tornare, son tutti contenti nel trogolo di pasteggiare.


Hanno zanne e artigli e odiano gli intellettuali, la diversità e tutto quello che il loro sguardo suino non riesce a capire. Pretendono rigore e ordine, ma solo dagli altri perché amano il privilegio e fare il cazzo che gli pare. Non pagano mai il conto delle loro scelte e azioni, perché vigliaccamente preferiscono sugli altri farlo ricadere. La sequenza delle notizie e delle immagini sui giornali è agghiacciante ed è proprio uguale uguale a quel “mondo al contrario” che tutti si sono affannati a far finta di capire. Era “carta da culo” quella, ma capace di liberare lo sterco coltivato da troppi nel buio segreto del nulla delle loro esistenze. Non è “il cambiamento” questo, ma l’inizio di qualcosa che prelude, per noi o per loro, come fu per il nazifascismo, una tragica fine e tutto ciò sarà triste e necessario. Isoliamoli e cerchiamo di costruire un manifesto democratico di comuni intenti alternativo a questo scempio.

Ps – Questi pensieri, com'è ovvio, non fomentano nessuna violenza, ma solo un pensiero critico, cioè l'unico argine possibile ed efficace a questa pericolosa marea nera e montante. Faccio mie le parole di Gino Strada: “Io non sono pacifista, io sono contro la guerra”.

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