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Liberiamoci!

  La situazione innescata dall’irresponsabilità sovranista statunitense è, per sé stessa e per il mondo, tragica. Fare a meno degli Stati Uniti è però necessario e complesso. No! Non tagliamo nulla degli Stati Uniti della Beat Generation, né di quelli di Pete Seeger, di Woody Allen, dei sinceri democratici, di generazioni e generazioni di uomini e donne che, per la Democrazia, per la conquista dei diritti civili e per la Libertà, si sono immolati.  Gli Stati Uniti sono, anche e soprattutto, Martin Luther King, sono letteratura, jazz e blues. E noi, con quel popolo di ultimi, siamo fratelli e sorelle. Sono nostri compagni. Ma recidere il cordone che ci lega alle amministrazioni sanguinarie e sprezzanti dei diritti internazionali, che si sono succedute negli ultimi decenni, con la logica perversa e inumana delle multinazionali e le interferenze tossiche della CIA, è diventato per l’Europa e per l’umanità tutta esiziale. I loro e i nostri sovranisti sono già stati sconfitti da...
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Scomparire?

Oggi, la vera libertà è scomparire. Diventare invisibili all'invadenza narcisistica della modernità, all'ossessione del controllo e ai continui vincoli imposti alla libertà. La raccolta dei dati si è trasformata da strumento per pratiche commerciali aggressive ad arma di controllo delle masse. Il marketing, inizialmente pensato per rendere visibile un prodotto fino a renderlo necessario, ha finito per trasformare la politica in merce, le persone in prodotti e le società in contenitori di clienti potenziali, ormai incapaci di pensare autonomamente. Manipolati, manipolatori. Volatilizzarsi, dunque. Milioni di persone, intenzionalmente o per necessità, vivono al di fuori del bombardamento manipolatorio quotidiano. Non hanno profili social, non guardano la televisione commerciale e, solo così, riescono a condurre un quotidiano fatto di bisogni autentici e relazioni umane razionali. Ci hanno ridotti a questo. Un po' come me: due telefoni ai quali non rispondo se il numero è scon...

Il brusco risveglio.

  Avviene che Pippalandia dichiari, questa volta apertamente, il suo volto spietato, corrotto e immorale.Avviene che rivendichi con orgoglio la sua disumanità, il suo volto cattivo, la sua efficienza nel commettere omicidi e nel fabbricare armi sempre più efficienti per farlo. La sua visione del mondo bovina che non ammette diversità, debolezza, dubbio. Ora Pippo Re si è insediato e avviene che sputi in faccia ai suoi alleati diversamente ipocriti, reclamando il “giusto tributo” al suo delirante e sconfinato potere.   Avviene che al comando politico adesso ci siano miliardari più pragmatici di quelli di prima e che, gli stessi, coalizzandosi, per la prima volta abbiano manifestato pubblicamente un potere immenso e mai visto prima.   Viaggiamo con loro, parliamo attraverso la loro tecnologia, compriamo quello che ci invitano a comprare e che loro stessi producono e rivendono. Conoscono tutto di noi fottendosene bellamente delle nostre dichiarazioni sulla privacy; ufficiali...

Inutili tabù

C’è una parola che è diventata quasi un insulto nel dibattito pubblico: socialismo. Un’altra è addirittura un tabù: comunismo. Eppure, se togliamo per un attimo le etichette, il pregiudizio instillato in quarant’anni anni di berlusconismo, se distogliamo lo sguardo dall’orrenda poltiglia burocratica e sciatta a cui ci ha abituati la compagine progressista, ci accorgiamo che i principi, portati avanti per oltre un secolo da questi movimenti, sono esattamente quelli di cui oggi abbiamo disperatamente bisogno. Non parlo di nostalgie, di falci e martelli sventolati per appartenenza, ma di idee. Idee chiare, necessarie. Sogni da trasformare in utopie, e utopie da trasformare in Futuro - quello maiuscolo - quello che, come l’amore, non vedi l’ora di vedere. Abbiamo bisogno di un pensiero che rimetta al centro le persone, la società. Perché oggi il lavoro e i lavoratori sono tornati a essere una merce, qualcosa da svendere al ribasso. Perché il diritto alla salute, all’istruzione, a una casa...

Lupi spiazzati dalla realtà

  - C’era una volta… - No! Aspetta… ma sei sicuro?   Il lupo è lupo.  Corre nel buio, libero, mangia quel che trova e che può, si riproduce e, tutto sommato, convive con tutte quelle favole che l’uomo gli ha appiccicato addosso per trovare un sicuro cattivo.   Poi ci sono le pecore.   La pecora è buona, (l’agnello poi, figuriamoci). La pecora fa beee. (Lo so! La mucca fa mu e, controintuitivamente il merlo non fa me). Insomma, tutta la narrazione sulla pecora è chiara. Suonerebbero diversi per esempio: “La pecora perde il pelo ma non il vizio”, o “ Affamato come una pecora”, “Sbranato da un branco di agnelli”, o il vecchio battaglione italiano dei “Lupi di Toscana” tradotto in “Pecore di Toscana”.    Insomma tutta 'sta retorica del buono, della disponibilità... E se non fosse così?   La butto lì: quando una cosa è gratis c’è SEMPRE la fregatura.   Nel 1973 lo scultore Richard Serra disse: "If something is free, you're the product." Se è grati...

Nessuna palma...

  Ma davvero volete l’elenco infinito di inutili guerre? A partire dalla seconda guerra mondiale furono sconfitti quelli delle “irrevocabili scelte?” Assolutamente no. Si piegarono a obbedire ad altro padrone e oggi ce li ritroviamo con lo stesso vagone di sterco tossico. Fu liberata l’Italia o semplicemente consegnata ad altro (?) padrone? Furono utili il Vietnam? L’Afghanistan? L’Iraq? La Libia? Il Libano? La Siria? E la favoletta dei due popoli? E le politiche devastanti statunitensi in Centro America e Sud America? Chi credete che qui da noi abbia fatto uccidere Mattei, Moro? O davvero credete che il Dc9 a Ustica sia caduto da solo, che Berlusconi fosse un galantuomo, che la mafia non esiste, a babbo natale e ai rettiliani? Oppure davvero credete che i servizi russi e americani non avessero nelle mani calcoli, strategie e previsioni degli effetti di questa sceneggiata sanguinosa messa in scena dalle nuove e moderne dittature del potere? No, non sono affatto stupidi, quelli siam...

Il mondo al contrario

  Il nuovo ordine mondiale che si è imposto dalla presa al potere di Trump… non è per niente “nuovo”. Sono solo cadute un po’ (badate bene, non tutte) di ipocrisie e oramai non essendoci più morale non è nemmeno necessaria la vergogna, nemmeno il bisogno di una bugia. Così come l’italico ventennio, il nuovo ordine usa la rabbia e la violenza, la vendetta e l’ignoranza, come linguaggio identitario. Il loro padrone, così come ai tempi bui, rimane il potere, il capitale, per il quale tutto è lecito, insomma il vero fine di tutto sono i soldi.  Siamo tornati a Patrizi e plebei. Oggi come allora si sono spartiti il mondo solo i più sanguinari e scaltri, i più furbi e potenti e l’hanno fatto col voto entusiasta del solito esercito di pecore ignoranti che da ogni tempo ammorba il futuro. Rifiutano la scienza, la cultura, l’integrazione. Odiano qualunque voce divergente, odiano i poveri (cioè tutti noi) che considerano semplicemente come inutile carne da macello, utili servitori/compr...

Sogni e Bi-sogni

  Stanotte, nel cuore della notte, ho sognato mio fratello Stefano e mi sono svegliato singhiozzando. Me lo aspettavo perché troppi fili si sono incrociati col secondo posto di Lucio Corsi a San(ST)remo. Come già detto, a casa mia, ho avuto la fortuna di crescere a pane e canzoni. Pino, l’altro mio fratello, continua a sfornarne di bellissime mentre Stefano, che era più sul cantautorato in senso stretto, più non può farlo. Manca quel casinista, non c’è niente da fare, e non c’è tempo che possa lenire la nostalgia, fermare il cadere inesorabile di questa foglia leggera. Cosa ben diversa è invece la bellezza che vive in me grazie al suo passaggio; quella è la primavera che sempre splende. Lucio Corsi era stato notato e amato da Stefano già dieci anni fa, ed è stata una ventata di contentezza fresca aver visto la sua felicità impacciata e sincera sterminare tutta quell’imbecillità volgare, quegli ego mal risolti e quello sfacelo di “musica” (sterco) commerciale, chimica e sinteticamen...

Rapina a Ponsacco!

  Rapina a Ponsacco. (Spoiler - tranquilli tutto bene)   Quando scrissi “Provincialismi” mi ero divertito a tratteggiare su carta i cambiamenti della vita di un piccolo paese toscano. Lo feci con l’ironia e la comicità dei libri di Amurri e Verde, di Paolo Villaggio e altri, che mi hanno accompagnato e forgiato l’umorismo e l’infanzia. Al tempo, Ponsacco, il paesello dove vivo, affrontava quei cambiamenti a modo suo, nella maniera un po’ impacciata e prudente con la quale si guida una macchina modernissima appena ritirata. Sono passati quasi dieci anni da allora e tutto è cambiato. Tutto, anche il mondo. Oggi ho assistito a una rapina alla gioielleria proprio davanti alla mia piccola via. Ho visto la macchina fermarsi contromano e la calma massiccia di uno di loro che a viso scoperto si tirava su il cappuccio della felpa prima di entrare con la pistola nascosta in tasca nel negozio. La macchina col motore acceso con un tipo dentro. Ho visto tutto questo di sfuggita, passandoci...

Buoni, cattivi ed eroi mancati.

  Stiamo assistendo, increduli, allo scenario di un film orribile. Uno di quei film in cui il male, dotato di straordinario acume e potenza, stravince, assestando un colpo terribile ai buoni. I buoni? Chi sono, esattamente? Non certo quelli che vi si sono travestiti negli ultimi decenni, né le vittime di ieri. Non quelli che odiano e disprezzano, né quelli che vogliono dividere per far trionfare la loro piccola e patetica mediocrità. Non lo sono quelli che ancora adorano il potere, vestito di nero, le facce truci e i cori bovini. Buoni non lo sono più nemmeno gli ignoranti, ché almeno quelli veri di una volta erano umili e mandavano i figli a scuola per imparare a essere migliori. Gli ignoranti di oggi sono diventati paranoici e malati, manipolati che si credono illuminati, immersi in un mondo di farlocche rivelazioni, note solo a loro e tra loro, in un crescente  delirio di costante onnipotenza. Mai stati buoni i borghesi piccoli piccoli, quelli che si girano dall’altra parte...

Un destino avvelenato

C’è un filo nero maleodorante che unisce tutte le prime pagine dei giornali. Sono gli effetti della vendetta, del rancore, del nulla, che l’estrema destra, oggi al potere, vomita sul mondo. Nulla di nuovo purtroppo, ma colpisce l’effetto domino che tra Europa, America e Russia ha permesso a miliardari (cioè persone senza morale, etica e senza la comprensione dei problemi della vita reale) di arrivare a un livello di potere che non si vedeva dai tempi delle monarchie. A mandarceli è stata, come sempre, una massa rozza, ignorante e rancorosa. Una poltiglia di penultimi che, ben ammaestrati, hanno imparato a odiare gli ultimi. Anelano al premio, perché dalle fogne del pensiero ci s’abitua a credere obbedire… e poi fuggire, ma poi, quando li fanno tornare, son tutti contenti nel trogolo di pasteggiare. Hanno zanne e artigli e odiano gli intellettuali, la diversità e tutto quello che il loro sguardo suino non riesce a capire. Pretendono rigore e ordine, ma solo dagli altri perch...

Ragazzacci

  Certe età sono schive come animali selvatici. Per me, senza figli, gli unici osservatori possibili sono l’insegnamento e qualche amicizia, le persone, certe preziose e alcune pericolose. Ho un’ammirazione sovrumana per molti amici genitori e quando vedo quel che costa la battaglia quotidiana che affrontano per amore, mi sciolgo. Sarà che (per me) le parole sono importanti, chi poi, psicologi e insegnanti, guarisce e fa crescere le persone con, appunto, la sola forza delle parole, ha il mio incontrastato amore. I ragazzi vivono un mondo a loro fortemente ostile, un oggi narcisista e paranoico, saccente, ignorante e presuntuoso, ladro e infame, che a ogni passo propone un tutorial sulla “giusta” maniera per risolvere le cose. Alla fine, c’è sempre qualcuno al mondo che gli/ci toglie la preziosa illusione di essere i migliori, la personalissima progressione necessaria per cercare di esserlo. Tutto è diventato pericolosamente binario: vincenti/perdenti, bianchi/neri, g...

L’indifferenza uccide

Cosa è più terribile? La guerra o l’indifferenza? Cosa feriscono e uccidono di più, le bombe o quelli che decidono di lanciarle? Bestie sono diventati i bambini. Da ammazzare, cancellarne persino la vista e il suono dell’innocenza. Oramai stiamo arrivando a grandi passi verso i 4000 bambini morti nel genocidio dei palestinesi, assassinati dagli israeliani. Il termine giusto per chi uccide un bambino è questo: "assassinio", ed è senza se e senza ma, un crimine. Quattromila innocenti assoluti sterminati con freddezza con un bottone schiacciato da lontano, con noi tutti che guardiamo da un’altra parte, che ragioniamo ed esprimiamo dotte differenze, pelosi distinguo, ipocrite parole. Loro muoiono nel fragore di una bomba, spappolati, schiacciati e smembrati, noi si blatera di diritti e civiltà, di democrazie e di giustizia. Le parole sulle labbra dei loro assassini, israeliani e americani, diventano una poltiglia informe e maleodorante. Come ai tempi del nazismo si è superato il ...

Inutili file

Fossero stati i nostri padri o i nostri figli e figlie sotto quelle bombe cosa avremmo fatto? Contro gli stati più spietati e armati del pianeta, contro “l’appoggio incondizionato” di tutti gli altri occidentali, cosa avremmo fatto? Cosa avremmo fatto con i nostri figli che piangono disperati senza acqua e senza cibo, con le bombe che cadono continuamente, in una guerra tra Hamas e Israele che, a noi palestinesi moderati, non ci riguarda, cosa avremmo fatto? Io avrei fatto la cosa più sconvolgente e dolorosa di sempre: avrei raccolto i cadaveri dei duemila bambini uccisi e, avvolti nei piccoli sudari bianchi, li avrei depositati in una lunga fila al confine, davanti ai loro assassini. Solo dei bambini quella fila sarebbe stata lunga due chilometri (Duemila metri! Bestie maledette!) ma se ci aggiungessimo i civili incolpevoli, quello straziante sentiero raggiungerebbe i cinque/sei chilometri. Dalla parte opposta a quell'infame muro aggiungerei il chilometro e mezzo di morti israelia...

Lupi distratti e agnelli mannari.

Non è democrazia un sistema che genera disperati, che manipola le opinioni, che impone le sue regole come derivate dal destino. Non è il pensiero differente il nemico, non il dubbio, non il cambiamento, la rivoluzione. Sono parole queste che riguardano sia Hamas che la Jihad, sia la Russia che gli Stati Uniti e questo fa pensare. Chi ha mai eletto gli Stati Uniti come guardiani e poliziotti del mondo? Chi se non il capitalismo e il liberismo esasperato, imposto con la violenza, ha creato lo sfruttamento e l’impoverimento dei molti a favore dell’arricchimento inimmaginabile dei pochi? Chi parla di popolo per dare poi tutto alle multinazionali? Non è democrazia quella che ha due pesi e cinquanta misure nel giudicare e condannare le ingiustizie e i crimini. Non è democrazia quella che confonde il profitto con l'evoluzione. Mettiamoci nei panni dei palestinesi: sfrattati con violenza dalle loro terre, trattati come bestie, rinchiusi e decimati in territori sempre più piccoli e poveri. ...

Pietà l'è morta.

Guardatelo negli occhi, se potete, quel bimbo spaventato, quella bimba disperata. Le ultime notizie portano a 1000 (MILLE!) il numero di bambini trucidati a Gaza e, adesso, di un ospedale colpito con centinaia di persone morte, lì dentro ricoverate. I decessi ad oggi a Gaza superano le tremila persone mentr e i vivi bevono acqua salata e aspettano di morire. 1000 Bambini 1600 Civili, donne e anziani. Forse 400 militari. 3000 morti. Ditemi: è una guerra o un genocidio? Tutti sono morti per vendetta, senza giustizia né umanità, senza un processo, l'80% di loro senza colpe e nemmeno speranze; morti innocenti e di questi, uno per uno, sono crimini di guerra, brutali e ignobili assassinii. Si chiama "guerra" quando una delle parti , quella dei maledetti assassini islamisti, è senza carri armati, artiglieria, marina e aviazione? Si chiama guerra questo tiro al segno tra i civili? Si può sperare in una giustizia quando l'immensa spietatezza dei dominatori possiede le bomb...

Dalla parte sbagliata della storia.

  Oramai è chiaro anche ai sassi che ai crimini di guerra di Hamas, Israele sta rispondendo con altrettanti crimini di guerra ma della dimensione e la violenta efferatezza di un genocidio. Nulla mai giustificherà i settecento bambini per ora sterminati e le migliaia di civili incolpevoli uccisi, la violenza delle annessioni forzate di territori palestinesi e l’arroganza e il disprezzo oramai carattere distintivo di un popolo al completo sbando etico e morale. Nulla mai giustificherà Hamas e gli altri carnefici della Jihad per gli assassinii commessi e per avere immolato un intero popolo, quello palestinese, alla propria cieca bestialità, alla presunzione, all’ignoranza. Mai nessuno giustificherà il baratro morale dell’appoggio incondizionato a Israele dato dagli Stati Uniti, dall’Unione europea, gli occhi chiusi e il viso girato altrove rispetto a questa carneficina, alle istanze di giustizia del popolo palestinese da settant’anni a questa parte ignorate. Siamo torna...

La giusta distanza

  Le immagini delle guerre sono sempre le stesse. Ci sono uomini e donne a cui è stato insegnato a uccidere, come macchine come automi, che a distanza di chilometri premono un bottone e poi si complimentano felici. Good Job! E sorridono con le zanne scintillanti. Ci sono paesaggi lunari devastati dalle esplosioni e foto di militari super equipaggiati perché con milioni di dollari spesi per uccidere sempre meglio anche l’occhio vuole la sua parte. Ci sono le foto delle esplosioni, di globi di fuoco immobili e quasi belli. Carri armati, aerei e dichiarazioni, parole e ancora parole sempre più vuote e false. Si scendesse dai telefonini, si scoprisse d’esser lì, si verrebbe annientati dal rumore. Quello dei missili, delle bombe delle urla disperate di chi si regge gli intestini e implora di morire. Le urla di un padre disperato con in braccio un piccolo fagotto avvolto in un lenzuolo insanguinato che implora un impossibile aiuto. Gli ospedali sono pieni, la corrente elettrica non c’é e...