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Sogni e Bi-sogni

  Stanotte, nel cuore della notte, ho sognato mio fratello Stefano e mi sono svegliato singhiozzando. Me lo aspettavo perché troppi fili si sono incrociati col secondo posto di Lucio Corsi a San(ST)remo. Come già detto, a casa mia, ho avuto la fortuna di crescere a pane e canzoni. Pino, l’altro mio fratello, continua a sfornarne di bellissime mentre Stefano, che era più sul cantautorato in senso stretto, più non può farlo. Manca quel casinista, non c’è niente da fare, e non c’è tempo che possa lenire la nostalgia, fermare il cadere inesorabile di questa foglia leggera. Cosa ben diversa è invece la bellezza che vive in me grazie al suo passaggio; quella è la primavera che sempre splende. Lucio Corsi era stato notato e amato da Stefano già dieci anni fa, ed è stata una ventata di contentezza fresca aver visto la sua felicità impacciata e sincera sterminare tutta quell’imbecillità volgare, quegli ego mal risolti e quello sfacelo di “musica” (sterco) commerciale, chimica e sinteticamen...

Rapina a Ponsacco!

  Rapina a Ponsacco. (Spoiler - tranquilli tutto bene)   Quando scrissi “Provincialismi” mi ero divertito a tratteggiare su carta i cambiamenti della vita di un piccolo paese toscano. Lo feci con l’ironia e la comicità dei libri di Amurri e Verde, di Paolo Villaggio e altri, che mi hanno accompagnato e forgiato l’umorismo e l’infanzia. Al tempo, Ponsacco, il paesello dove vivo, affrontava quei cambiamenti a modo suo, nella maniera un po’ impacciata e prudente con la quale si guida una macchina modernissima appena ritirata. Sono passati quasi dieci anni da allora e tutto è cambiato. Tutto, anche il mondo. Oggi ho assistito a una rapina alla gioielleria proprio davanti alla mia piccola via. Ho visto la macchina fermarsi contromano e la calma massiccia di uno di loro che a viso scoperto si tirava su il cappuccio della felpa prima di entrare con la pistola nascosta in tasca nel negozio. La macchina col motore acceso con un tipo dentro. Ho visto tutto questo di sfuggita, passandoci...

Buoni, cattivi ed eroi mancati.

  Stiamo assistendo, increduli, allo scenario di un film orribile. Uno di quei film in cui il male, dotato di straordinario acume e potenza, stravince, assestando un colpo terribile ai buoni. I buoni? Chi sono, esattamente? Non certo quelli che vi si sono travestiti negli ultimi decenni, né le vittime di ieri. Non quelli che odiano e disprezzano, né quelli che vogliono dividere per far trionfare la loro piccola e patetica mediocrità. Non lo sono quelli che ancora adorano il potere, vestito di nero, le facce truci e i cori bovini. Buoni non lo sono più nemmeno gli ignoranti, ché almeno quelli veri di una volta erano umili e mandavano i figli a scuola per imparare a essere migliori. Gli ignoranti di oggi sono diventati paranoici e malati, manipolati che si credono illuminati, immersi in un mondo di farlocche rivelazioni, note solo a loro e tra loro, in un crescente  delirio di costante onnipotenza. Mai stati buoni i borghesi piccoli piccoli, quelli che si girano dall’altra parte...

Un destino avvelenato

C’è un filo nero maleodorante che unisce tutte le prime pagine dei giornali. Sono gli effetti della vendetta, del rancore, del nulla, che l’estrema destra, oggi al potere, vomita sul mondo. Nulla di nuovo purtroppo, ma colpisce l’effetto domino che tra Europa, America e Russia ha permesso a miliardari (cioè persone senza morale, etica e senza la comprensione dei problemi della vita reale) di arrivare a un livello di potere che non si vedeva dai tempi delle monarchie. A mandarceli è stata, come sempre, una massa rozza, ignorante e rancorosa. Una poltiglia di penultimi che, ben ammaestrati, hanno imparato a odiare gli ultimi. Anelano al premio, perché dalle fogne del pensiero ci s’abitua a credere obbedire… e poi fuggire, ma poi, quando li fanno tornare, son tutti contenti nel trogolo di pasteggiare. Hanno zanne e artigli e odiano gli intellettuali, la diversità e tutto quello che il loro sguardo suino non riesce a capire. Pretendono rigore e ordine, ma solo dagli altri perch...

Ragazzacci

  Certe età sono schive come animali selvatici. Per me, senza figli, gli unici osservatori possibili sono l’insegnamento e qualche amicizia, le persone, certe preziose e alcune pericolose. Ho un’ammirazione sovrumana per molti amici genitori e quando vedo quel che costa la battaglia quotidiana che affrontano per amore, mi sciolgo. Sarà che (per me) le parole sono importanti, chi poi, psicologi e insegnanti, guarisce e fa crescere le persone con, appunto, la sola forza delle parole, ha il mio incontrastato amore. I ragazzi vivono un mondo a loro fortemente ostile, un oggi narcisista e paranoico, saccente, ignorante e presuntuoso, ladro e infame, che a ogni passo propone un tutorial sulla “giusta” maniera per risolvere le cose. Alla fine, c’è sempre qualcuno al mondo che gli/ci toglie la preziosa illusione di essere i migliori, la personalissima progressione necessaria per cercare di esserlo. Tutto è diventato pericolosamente binario: vincenti/perdenti, bianchi/neri, g...

L’indifferenza uccide

Cosa è più terribile? La guerra o l’indifferenza? Cosa feriscono e uccidono di più, le bombe o quelli che decidono di lanciarle? Bestie sono diventati i bambini. Da ammazzare, cancellarne persino la vista e il suono dell’innocenza. Oramai stiamo arrivando a grandi passi verso i 4000 bambini morti nel genocidio dei palestinesi, assassinati dagli israeliani. Il termine giusto per chi uccide un bambino è questo: "assassinio", ed è senza se e senza ma, un crimine. Quattromila innocenti assoluti sterminati con freddezza con un bottone schiacciato da lontano, con noi tutti che guardiamo da un’altra parte, che ragioniamo ed esprimiamo dotte differenze, pelosi distinguo, ipocrite parole. Loro muoiono nel fragore di una bomba, spappolati, schiacciati e smembrati, noi si blatera di diritti e civiltà, di democrazie e di giustizia. Le parole sulle labbra dei loro assassini, israeliani e americani, diventano una poltiglia informe e maleodorante. Come ai tempi del nazismo si è superato il ...

Inutili file

Fossero stati i nostri padri o i nostri figli e figlie sotto quelle bombe cosa avremmo fatto? Contro gli stati più spietati e armati del pianeta, contro “l’appoggio incondizionato” di tutti gli altri occidentali, cosa avremmo fatto? Cosa avremmo fatto con i nostri figli che piangono disperati senza acqua e senza cibo, con le bombe che cadono continuamente, in una guerra tra Hamas e Israele che, a noi palestinesi moderati, non ci riguarda, cosa avremmo fatto? Io avrei fatto la cosa più sconvolgente e dolorosa di sempre: avrei raccolto i cadaveri dei duemila bambini uccisi e, avvolti nei piccoli sudari bianchi, li avrei depositati in una lunga fila al confine, davanti ai loro assassini. Solo dei bambini quella fila sarebbe stata lunga due chilometri (Duemila metri! Bestie maledette!) ma se ci aggiungessimo i civili incolpevoli, quello straziante sentiero raggiungerebbe i cinque/sei chilometri. Dalla parte opposta a quell'infame muro aggiungerei il chilometro e mezzo di morti israelia...

Lupi distratti e agnelli mannari.

Non è democrazia un sistema che genera disperati, che manipola le opinioni, che impone le sue regole come derivate dal destino. Non è il pensiero differente il nemico, non il dubbio, non il cambiamento, la rivoluzione. Sono parole queste che riguardano sia Hamas che la Jihad, sia la Russia che gli Stati Uniti e questo fa pensare. Chi ha mai eletto gli Stati Uniti come guardiani e poliziotti del mondo? Chi se non il capitalismo e il liberismo esasperato, imposto con la violenza, ha creato lo sfruttamento e l’impoverimento dei molti a favore dell’arricchimento inimmaginabile dei pochi? Chi parla di popolo per dare poi tutto alle multinazionali? Non è democrazia quella che ha due pesi e cinquanta misure nel giudicare e condannare le ingiustizie e i crimini. Non è democrazia quella che confonde il profitto con l'evoluzione. Mettiamoci nei panni dei palestinesi: sfrattati con violenza dalle loro terre, trattati come bestie, rinchiusi e decimati in territori sempre più piccoli e poveri. ...

Pietà l'è morta.

Guardatelo negli occhi, se potete, quel bimbo spaventato, quella bimba disperata. Le ultime notizie portano a 1000 (MILLE!) il numero di bambini trucidati a Gaza e, adesso, di un ospedale colpito con centinaia di persone morte, lì dentro ricoverate. I decessi ad oggi a Gaza superano le tremila persone mentr e i vivi bevono acqua salata e aspettano di morire. 1000 Bambini 1600 Civili, donne e anziani. Forse 400 militari. 3000 morti. Ditemi: è una guerra o un genocidio? Tutti sono morti per vendetta, senza giustizia né umanità, senza un processo, l'80% di loro senza colpe e nemmeno speranze; morti innocenti e di questi, uno per uno, sono crimini di guerra, brutali e ignobili assassinii. Si chiama "guerra" quando una delle parti , quella dei maledetti assassini islamisti, è senza carri armati, artiglieria, marina e aviazione? Si chiama guerra questo tiro al segno tra i civili? Si può sperare in una giustizia quando l'immensa spietatezza dei dominatori possiede le bomb...

Dalla parte sbagliata della storia.

  Oramai è chiaro anche ai sassi che ai crimini di guerra di Hamas, Israele sta rispondendo con altrettanti crimini di guerra ma della dimensione e la violenta efferatezza di un genocidio. Nulla mai giustificherà i settecento bambini per ora sterminati e le migliaia di civili incolpevoli uccisi, la violenza delle annessioni forzate di territori palestinesi e l’arroganza e il disprezzo oramai carattere distintivo di un popolo al completo sbando etico e morale. Nulla mai giustificherà Hamas e gli altri carnefici della Jihad per gli assassinii commessi e per avere immolato un intero popolo, quello palestinese, alla propria cieca bestialità, alla presunzione, all’ignoranza. Mai nessuno giustificherà il baratro morale dell’appoggio incondizionato a Israele dato dagli Stati Uniti, dall’Unione europea, gli occhi chiusi e il viso girato altrove rispetto a questa carneficina, alle istanze di giustizia del popolo palestinese da settant’anni a questa parte ignorate. Siamo torna...

La giusta distanza

  Le immagini delle guerre sono sempre le stesse. Ci sono uomini e donne a cui è stato insegnato a uccidere, come macchine come automi, che a distanza di chilometri premono un bottone e poi si complimentano felici. Good Job! E sorridono con le zanne scintillanti. Ci sono paesaggi lunari devastati dalle esplosioni e foto di militari super equipaggiati perché con milioni di dollari spesi per uccidere sempre meglio anche l’occhio vuole la sua parte. Ci sono le foto delle esplosioni, di globi di fuoco immobili e quasi belli. Carri armati, aerei e dichiarazioni, parole e ancora parole sempre più vuote e false. Si scendesse dai telefonini, si scoprisse d’esser lì, si verrebbe annientati dal rumore. Quello dei missili, delle bombe delle urla disperate di chi si regge gli intestini e implora di morire. Le urla di un padre disperato con in braccio un piccolo fagotto avvolto in un lenzuolo insanguinato che implora un impossibile aiuto. Gli ospedali sono pieni, la corrente elettrica non c’é e...

L'eterno orrore del colonnello Kurtz

  Nella striscia di Gaza sta avvenendo un vero genocidio. Sottoposti a bombardamenti per niente selettivi interi quartieri sono stati rasi al suolo. In questo momento circa 400.000 persone su due milioni, non hanno un posto dove ripararsi e il numero è destinato ad aumentare di ora in ora. Vivono come fantasmi uomini, donne, vecchi e bambini in una città senza acqua e corrente elettrica in balia dei bombardamenti e dell’imminente invasione israeliana. Nessuno può uscire da quei territori. Solo aspettare di essere massacrato. Hanno qualche colpa da espiare? No. Nessuna. Non hanno nessuna colpa i bambini e i civili, coloro che da settant’anni aspettano giustizia, il riconoscimento di almeno un pezzo della loro patria usurpata. L’applicazione delle risoluzioni dell’ONU in loro difesa. Nulla. Vince la legge del più forte e più furbo e mi fa veramente schifo l’ipocrisia ignobile che riempie le pagine di quasi tutta la stampa nostrana. A quanto risulta da numerose testimon...

Azione/Reazione

  Azione/Reazione. Fermare il mare con le dita non si può e nemmeno svuotarlo col secchiello. Vallo a spiegare al bambino… No! Nemmeno le onde si possono annullare! Perché all’origine delle stesse c’é un vento lontanissimo che da brivido sul mare si è trasformato in onda. Impossibili da spiegargli sono le diverse maree e il flusso complesso delle correnti. La mar (Il mare), come la natura, non sono cattive e nemmeno ostili solo perché si dimostrano incompatibili con le nostre pretese. Questione di punti di vista. Questione di cosa mi focalizzo sia centrale e, fidatevi, l’umanità, non lo è! Tutte le volte che l’uomo lascia campo libero alla sua arroganza, al potere illusorio della tecnica al servizio del profitto inevitabilmente si scende un gradino. La natura, che è la vita stessa, è un sistema di impressionante complessità che non ammette cose umane come la stupidità, la cattiveria, l’ipocrisia. 
L’essere umano col suo raziocinio ha la presunzione di poter fare e disfare sulla bas...

Flussi e benedette turbolenze

  Uno studio su Nature descrive la perfezione e funzionalità delle turbolenze del flusso sanguigno nelle arterie aortiche dell’essere umano. Stupiscono sempre queste riprove sugli adattamenti funzionali, sulle invisibili correlazioni, sugli equilibri impalpabili. In qualche modo, spesso invisibile, ogni cosa ha insomma una logica, una funzione che esiste e agisce anche a nostra insaputa. Per ottenere questo, a madre natura, sono stati necessari milioni di anni di cambiamenti e relativi adattamenti, di errori e correzioni, ma... Niente! L’essere umano, come un adolescente non particolarmente dotato e con la velocità impressa dalla tecnologia, si illude di poter giocare a fare Manitú. “Ci vuol delicatezza, attenzione e molta pazienza” questo mi diceva mia mamma quando da piccolo mi insegnava a infilare il filo nella cruna dell’ago. Credo sia valida come lezione di vita perché così è in ogni cosa: ci vorrebbe il suo tempo. Senza barare! Perché a ogni azione corrisponderà una reazion...

Scrittori, editor, writer coach, writing trainer…

Scrivere è cosa delicata e bellissima. Ci si “schiacciano” le ore guardando nel vuoto, oppure osservarvando ogni dettaglio da infiniti punti di vista e riconoscendo quale tra questi risuona abbastanza da trasformarsi in emozione; quali, la memoria e il tuo demone, si affannano a riproporti maniacalmente. Trasformare tutto questo in parole per alcuni è facile e per altri meno, ma rimane sempre una meraviglia in bilico tra equilibristi e domatori. Il proprio scritto, parlo per quel che mi riguarda, è quindi una continua sfida di sottili e impalpabili equilibri tra emozione e sottrazione, tra colore sottinteso e luce manifesta. Tutto questo, governato dai ritmi complessi scanditi dalle - per me incomprensibili - virgole, dai dubbi etimologici e grammaticali, dalla necessità di arrivare a una sintesi tra ritmo, melodia e armonia delle parole. Il risultato è sofferto e psichiatricamente in equilibrio tra convinzione e dubbio. Capirete quindi che una figura terza è esiziale. La complessità d...

Quel che non sappiamo.

  Quel che non sappiamo e, ancor peggio, quello che presupponiamo di sapere, ci domina e inquina. Maledizione! “So di non sapere” pare dicesse Socrate, un paradosso potentissimo, che ribolle di autoironia e quindi di intelligenza sottile e acuminata.
 Uhhh quanto ci prendiamo sul serio alle volte! Con le nostre convinzioni granitiche, con la necessità di costruirci l’altarino dal quale bacchettare sentenze e incolonnare i buoni e i cattivi, il giusto e lo sbagliato. Mettiamoci anche il carico degli anni che ci illude che tutto abbiam già visto e tutto comprendiamo…
 Che pretese di sapere ci hanno inculcato? A quali insicurezze abbiamo permesso di dominarci così tanto? Quali sono i cattivi maestri (quelli sì da scrivere sulla lavagna!) che sono scivolati, che hanno disatteso, frainteso e infine annichilito i nostri talenti, le nostre possibilità? La nostra inestimabile “Recherche”. Ho troppi anni addosso per non vedere alle mie spalle tutte le certezze naufragate e trasformate, i fe...

La bellezza degli sbagli.

  "Rimandare è la scusa dei perdenti! I vincenti non hanno paura di perdere! Trasforma i tuoi problemi in vittorie! I vincenti sono persone determinate! Sei nato per vincere, devi pianificarlo, prepararti e aspettarti di vincere!   I vincenti fanno quello che i perdenti non vogliono fare, I perdenti si fissano sui vincitori, I vincenti non mollano mai!" Bene! Anzi... Male! Dopo questa sacchettata di velenoso letame motivazionale e profondo disagio psicologico, ragioniamo. Anche basta con questa favola orribile dei vincenti e dei perdenti. Questa robaccia genera solo sconfitti. Fatevene una ragione. Oggi voglio parlarvi dell’importanza degli errori, dei tentativi mal riusciti, delle situazioni spurie ma NON dalla solita e altrettanto tossica visione individuale ma, invece, dalla decisamente più importante, visione collettiva; quella che cambia i destini attraverso la potenza e la diversità delle sue storie. Partiamo dagli Stati Uniti dell’immediato dopoguerra animati dal ...